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I principi che possiamo estrarre dalla
semplice osservazioni di un organismo vivente, anche il meno
complesso, sono fondamentali per capire che il nostro mondo
si basa su regole e logiche a modelli standard. Un po’ come
nella teoria delle particelle elementari, il Modello
Standard (MS) può essere applicato al macromondo
sconvolgendo forse per sempre anche la meccanica razionale.
Siamo stati abituati, soprattutto negli ultimi decenni, ad
ipotizzare il mondo secondo categorie di pensiero che, per
certi versi, configuravano una realtà delle cose un po’
troppo astratta.
Proprio partendo dal Modello Standard e dalla supersimmetria
delle particelle (teoria in analisi ed in espansione anche
filosofica) possiamo iniziare a capire che anche il mondo
macroscopico sia organizzato in supersimmetrie che, per
effetto di funzioni di matematica deterministica (e dei
sistemi caotici), spesso ci sfuggono.
Ci sfuggono non equivale a dire, come dovremmo sempre più
comprendere, che il mondo sia incomprensibile e proprio
questa considerazione deve portare alla speculazione
filosofica (che è la scienza di induzione delle altre) che
il moderno nichilismo è più figlio della transizione
intellettuale di questo periodo storico che valore reale.
Ora mentre è più agevole (me lo perdonino scienziati e
studiosi di fama) indagare su supersimmetria, teoria delle
superstringhe, e di legami tra le particelle e le forze
fondamentali della natura, visto il “ristretto” campo di
ricerca, diventa molto più complesso quando le variabili in
gioco derivano da sistemi di multidiversità e
rappresentatività ecosistemica.
Eppure, via via che ci addentriamo nella comprensione
dell’ecomondo andiamo scoprendo che esiste una
Supersimmetria di questo che, prendendo origine dalla logica
dei mattoni di base (particelle elementari), si struttura a
gerarchie a complessità organizzata (per usare il concetto
di Ilya Prigogine) fino alle manifestazioni (la Vita) per
noi (qualche volta o spesso – fate voi) incomprensibili. Ciò
non significa mancanza di regole ma difficoltà di
contenimento intellettuale del tutto.
Qui potremmo richiamare, per spiegare questo aspetto
strutturale del modo di pensare di questa epoca, che il non
comprendibile non è sinonimo di caos (o caso per usare un
anagramma deterministico) e per farlo ci rifacciamo ad un
episodio che una raccolta medioevale di Exempla attribuisce
ad Agostino Aurelio (più noto come Sant’Agostino, 354 – 430
d.c.), che compare spesso nella sua iconografia: “mentre
Agostino, camminando su una spiaggia deserta, meditava sul
mistero della Trinità, vide un bambino che con un secchiello
versava l'acqua del mare in una buca nella sabbia. Il Santo
bonariamente lo avvertì dell'inutilità dello sforzo, ma il
bambino, rivelatosi per un angelo, gli spiegò che una buca
nella sabbia può contenere il mare più facilmente di quanto
la mente umana possa contenere il mistero della Trinità”.
Senza entrare in scomodi ed inopportuni accostamenti tra
teologia e scienza è evidente come la superficialità di un
certo pensiero odierno sia contraria a stabilire che in
Tutto c’è una regola, ma se in Tutto c’è una regola equivale
a dire che più la conosco (o la intuisco) e più posso
avvicinarmi al Modello Standard (che sia micro o
macroscopico).
La vita (quella dell’Uomo nell’Universo) può divenire
sostenibile solo in questa condizione ed anzi, se vogliamo
essere concreti e filosoficamente e scientificamente
realistici, più diviene cosciente di questo aspetto e più è
sostenibile. Un po’ come un iperbole equilatera che si
avvicina sempre più all’asse delle ascisse ma non la
toccherà mai (geometria docet).
Il Mondo, con tutte le sue funzioni è Simmetrico e basato su
un Modello Standard; non c’è via d’uscita (per fortuna), e
qualunque tentativo di caotizzazione delle Regole e della
Vita, essendo idea non basata sulla Supersimmetria Logica, è
destinato a scomparire.
Guido Bissanti
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